martedì 7 febbraio 2012

ACQUARELLO CON LA GOUACHE:JEAN-CLAUDE CHAILLOU

Essere una pittrice autodidatta è stata ed è una piccola avventura. Ho incontrato maestri di tutti i tipi attraverso i libri, edizioni francesi , edizioni inglesi e, ogni tanto, anche in italiano.
Il pittore Acquarellista  molto spesso è un vero personaggio. Non solo ha fatto le sue scelte estetiche esclusive e le ha percorse formandosi un metodo tutto particolare per raggiungere la sua espressione...ma nel farlo è diventato tutt'uno con la sua pittura. La mia passione per le tecniche umide scoperte tramite  Jean Louis Morelle ed Ewa Karpinska mi ha fatto incontrare Jean-Claude Chaillou.


Bottiglie-Acquarello di  Jean-Claude Chaillou

Il suo sito su internet come il suo libro avevano risvegliato in me il desiderio di approfondire.
Detto fatto e nel giro di poco il postino consegna " La voie de l'eau" . Sorpresa!
Il libro, che doveva essere basato sull'Acquarello, è invece basato sì sull'Acquarello ma eseguito con la gouache. E non una gouache qualunque ma la Linel che non si compra proprio dovunque...

Salici sulla Senna-Acquarello di Jean-Claude Chaillou

Il  primo concetto che apprendo è quello della goccia mercurizzata e non mercurizzata, cioè riassorbita. Detto così...fa un pò alchimista. Il concetto è il seguente: se quando lasciamo cadere una goccia d'acqua sulla carta con un pennello di scoiattolo (si forma quasi una bolla d'acqua = goccia mercurizzata) ci mettiamo subito il colore, il colore asciuga non serenamente e si forma un cerchio con dentro un altro cerchio...invece se noi aspettiamo che la goccia venga riassorbita e ne aspiriamo l'eccesso d'acqua con lo stesso  pennello di scoiattolo, quando depositiamo il colore con un altro pennello piccolo, si forma un bel pois...tutto armonioso.


Uva bianca - Acquarello di Jean-Claude Chaillou

Questo concetto è basilare perchè il pittore, senza disegnare, se non con l'acqua, immette al momento giusto il suo colore a gouache trattandolo come acquarello...ed ottiene delle vere meraviglie. Non è una via facile questa dell'acqua senza nessun disegno, per dipingere  soggetti come i cestini intrecciati  di Jean-Claude, però ci fa prendere coscienza di tante cose. Non vi racconto il metodo delle spugne bagnate di colore e strizzate perchè il video vi spiegherà tutto.



Mi ha incantato il virtuosismo dell'acqua. Ed ho  imparato come con un pezzettino di legno sfrangiato, intinto lateralmente nel colore e girato sulla carta, in un attimo si crea un guscio di lumaca. Ho imparato anche ad usare il grafismo del tiralinee e l'uso di un cerchietto di plastica per disegnare gusci di conchiglie.

Lulù - Acquarello di Jean-Claude Chaillou

La bellezza della gouache, che può essere densa o trasparentissima, è messa in risalto da questo pittore in maniera vivace e sorprendente. Dopo aver letto il libro e visto i suoi lavori  posso concludere che, nelle mani di un Maestro, gouache ed acquarello sono fratelli gemelli.


Acquarello di Jean Claude Chaillou
Jean-Claude Chaillou Website

Jean-Claude Chaillou è su Facebook, da cui son tratte queste immagini, ne troverete altre bellissime.

Aquarelle la voie de l'eau (1DVD) (SECRET DE L'ART)   il libro del Maestro
The Natural World in Watercolour  versione inglese di Aquarelle la voie de l'eau

lunedì 6 febbraio 2012

NEGLI ACQUARELLI NEVICA IL BIANCO ACRILICO

La neve, grande assente del periodo di Natale, si è presentata inattesa ed abbondante, corredata da temperature artiche.
La luce del sole riflessa sui tetti ghiacciati ha reso luminoso il mio studio tutto il giorno,dipingere al caldo sapendo che fuori c'è la stessa temperatura che ho nel freezer è confortevole.
La neve dei miei acquarelli è fatta con il bianco acrilico, quindi sono tecniche miste, a voler essere pignoli.


La Nevicata - Acquarello e bianco acrilico
L'anno scorso la rivista Watercolor Artist, di cui sono lettrice tramite download, ha presentato un articolo, molto divertente, dal titolo "E' tempo di neve !"
Alla fine del lavoro, il pittore si mette a far nevicare il bianco acrilico sull'acquarello, schizzando con spazzolini da denti o con pennelli da decoratore, cercando di mettere in prospettiva i fiocchi di neve tra vicino (più grandi) e lontano (sempre più piccoli).
Io ci ho provato e mi ha dato soddisfazione fare nevicare abbondantemente sui miei lavori !

Oltre la nevicata: Tormenta - Acquarello e bianco acrilico
(qui la voglia di neve mi ha preso la mano.....)

domenica 5 febbraio 2012

QUALCOSA DI ME

Dipingere o fotografare l'essenza di qualcosa, crea in me una reazione.
Perchè quella rosa, tra cento e cento che ho fotografato è tanto più attraente ai miei occhi ?
Era il sole che mi scaldava camminando sulle colline a renderla così bella quando l'ho incontrata.
O forse in un momento difficile, andando altrove ho dimenticato ciò che mi faceva stare male, e quella rosa è diventata un simbolo.


Rose di campagna, provate dal maltempo, ma belle e forti.

Ho scattato foto in giorni che il mondo mi crollava addosso, prima di decisioni difficili che hanno coinvolto la mia vita per anni. Ai primi di marzo del 2007, in un sabato di sole, quando la primavera fa capolino, anche se l'inverno è stato duro, io e Danilo abbiamo deciso di andare verso Sant'Alberto.
E' un luogo particolare e ci torno quando tutto è diventato così complicato che ci vuole un miracolo.
Almeno un miracolo interiore, quel fare chiarezza che ci mantiene sereni e capaci di affrontare le difficoltà. Arrivando dalla Valle Nizza, nelle vicinanze di Pizzocorno, ho visto un prato in salita,  così verde, ed un ciliegio fiorito.
Volevo salire verso l'albero, attraverso il prato, volevo affondare con i piedi nell'erba.
Verde, Azzurro, Bianco nella luce forte sembravano gridare.


Verde sulle colline, lungo la strada per S.Alberto di Butrio

Sono scesa dall'auto quasi correndo, ero felice, libera, leggera. Scattare una foto è facile, ma...
Vorrei saper rappresentare quello che non c'è, se non dentro di me.
Vorrei andare oltre quello che si vede. Per questo il colore per me è così importante.
Sarà un viaggio lungo? Meglio, vuol dire che sarà ancora  lunga la mia vita.

sabato 4 febbraio 2012

SABATO A SPASSO PER VETRINE

Chissà perchè i manichini che indossano abiti maschili hanno tutti l'aria vagamente indifferente mentre i manichini che indossano abiti femminili sono sempre così arrabbiati.
Sono arrabbiate le facce delle modelle pagatissime che ci mostrano la moda dell'estate sui giornali, in questi giorni siberiani, sono arrabbiate le facce delle ragazze che dovrebbero invogliarci a comprare creme e rossetti, nelle pubblicità delle profumerìe.


Manichini arrabbiati da MUM & DAUGHTER, Mamma & Figlia

Sono anni che mi domando perchè. Mi sono ammalata in modo abbastanza grave qualche volta e neanche nelle camere degli ospedali la gente, pur soffrendo, ha quell'espressione!
Cosa vorrà dirci questo marketing dell'arrabbiato ? Che arrabbiato è più fine, è più chic, è più cool?


La MUM arrabbiata è quella con i pantaloni, la DAUGHTER ha la minigonna
Sarà che tutto costa così caro che prevedono la faccia che faremo dopo l'acquisto?
Il massimo dell'ironìa è per me quella catena di negozi che si chiama MUM&DAUGHTER.
Mamma e figlia  sono interpretate con una faccia che più scostante non si può.
Ti guardano e si guardano in cagnesco.
Per me sono il top, tra le foto arrabbiate, andando a spasso per vetrine.

venerdì 3 febbraio 2012

ACQUARELLO A MODO MIO

Succedeva già ai tempi della scuola, ogni studente ha il suo modo di studiare. Chi studiava in perfetto silenzio, da tappi nelle orecchie, chi studiava con la musica a tutto volume. E poi c'erano le materie che venivano bene, letto un attimo, chiuso il libro, otto assicurato (nel mio caso tutte le materie dove la memoria è importante). Mentre altre materie, niente, ore ed ore di studio per un sei meno meno. Giusto per non rovinare la pagella di una ragazza tutto sommato studiosa come me. Anche l'acquarello non fa eccezione.


Oggi volevo dipingere due rose partendo dalla demo di GuyMmagallanes. Invece di lavorare
one- on- one, mi sono trovata all-in-one, ormai  a modo mio. Non è finito, ho bagnato tanto che anche se la carta è spessa deve passarci sopra la notte. Le ultime macchie...domani.
Se si tratta di buttare giù il colore, spruzzare, macchiare è quasi sicuro che alla fine qualcosa succederà.
Ma le velature, i layers, glazes che dir si voglia o voile coloreè come dice qualche francese...Non ho mai la carta giusta. Non ho mai il pennello giusto. O non ho mai la mano giusta?
Eppure quanto mi piacciono quelle trasparenze sottili, quel bianco che degrada dolcemente verso il colore !
Le tecniche asciutte mi vengono male. Rovino la carta e sopratutto perdo quel bello spirito creativo ed entusiasta che ci vuole per dipingere qualunque cosa. Ogni pittore ha bisogno di autostima. E la mia autostima a quanto pare ha bisogno di acqua, di velocità, di un gran lavoro concentrato in (relativamente) pochi minuti. Due o tre passaggi per dare tempo al colore  di asciugare e basta! Quando devo insistere, continuare prolungare, il fattore pronostico di successo diventa sempre più basso.
Un'altra cosa che non sopporto è quella di studiare tanto il lavoro PRIMA per non sbagliare DOPO.
Peccato che studiando, studiando a volte , passato il week end  in cui deposito i pennelli per fare altro, spesso non ho più ritrovato lo sprint iniziale dell'idea ed a volte nemmeno più che cosa volevo esprimere.
Ho scoperto che se un'idea mi circola in mente troppo tempo alla fine evapora! Nonostante schizzi, foto e prove. Niente da fare. Non si rianima più ed io ho lavorato giorni per niente. Il mio studio è pieno di foto di riferimento, di abbozzi, di prove di cui il tempo non è stato amico.
Anche se la sperimentazione è un piccolo demone eternamente in agguato (curiosi si nasce e si rimane tali a vita) posso solo constatare che sono  arrivata a dipingere ad acquarello ... a modo mio!

giovedì 2 febbraio 2012

LA MIA NEVE

Ognuno di noi ha un rapporto speciale con la neve.
Si ama la neve in montagna, la si odia in città, la vorremmo a Natale.
E sopratutto com'era bella la neve di Antan! Quella di quando eravamo piccoli, o quella di quando erano piccoli i nostri figli. Ognuno  ha la sua neve.


La mia neve - acquarello di Rita Vaselli


La mia neve è quella di Sauze d'Oulx. Ci sono stati anni in cui ho vissuto lì per tanti mesi estate ed inverno.
Per tre volte ho avuto gravi problemi di salute e per tre volte la montagna mi ha risanato.
Sono arrivata lì magra, debole con il respiro corto e sono tornata a casa in forze e con il peso giusto.
Vivere a Sauze vuol dire essere più vicini al cielo; la valle ,in basso è così ampia, che sembra mettere in prospettiva ogni realtà interna ed esterna, le giornate sono lunghe e luminose, perfino d'inverno il sole tramonta sempre più tardi a Sauze che altrove.


Neve sulla strada che da Sauze porta a Monfol


I sentieri conosciuti sono diventati luoghi amici da ripercorrere per cogliere ogni cambiamento.
Camminando nella natura della montagna il mio corpo ha ritrovato la forza del respiro.
Ho dimenticato la malattìa , mi sono ritrovata sana nella mente e nel cuore.
Quando nevica tanto come in questi giorni, quasi per un riflesso condizionato, respiro, sto bene, non sento il disagio del freddo.


La neve che amo - acquarello di Rita Vaselli

mercoledì 1 febbraio 2012

CIAO CIAO BAMBINA !!!

Incontrare le persone che amiamo è sempre un momento bellissimo.
E poi i giorni trascorrono, il tempo che sembrava tanto si riduce a poche ore, pochi minuti, pochi attimi.
La porta che si era aperta nello spazio e nel tempo si chiude.
Ho l'abitudine di scattare foto, per scacciare il magone.



Quanti saluti e quanti piccoli addii, durante gli anni!
Oggi ho giocato con Beatrice, ho guardato mia figlia fare le valigie, il mio cuore di mamma e di nonna si divide tra il desiderio di queste ore serene ed un senso di vuoto, di squilibrio.
Mi sento come un equilibrista che deve stare fermo nel punto giusto per non cadere ed andare avanti.
La vita è, così come è.
Le persone che vanno via oggi ritorneranno un altro giorno, vicino e lontano devono convivere anche dentro di me.
Riprenderò i pennelli , la carta ed i colori. Guarderò le mie bimbe attraverso Skype.



Oggi Beatrice ha giocato con il mio computer ed ha cambiato, non so come, lo schermo.
Ero sul blog e c'era la carta geografica del mondo. L'ha ingrandita e poi mi sono trovata i 5 continenti, sotto le icone del desktop.
Un segno, per una bambina con un passaporto di due nazioni, che è nata e vive in un'altra ?
Ciao Ciao Bambina!!!
Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...